Vivere l’attimo, l’unico tempo presente

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Chi ha tentato di capire l’essenza del tempo si è imbattuto in un gran fardello. Pensate a Marcel Proust, che alla fine di questa avventura letteraria ed intellettuale, si è trovato ad aver scritto il libro più lungo del mondo, “Alla ricerca del tempo perduto”. Dunque, Frullato mette le mani avanti e dichiara la sua umile posizione nella scala dei discorsi esistenziali.

Onorare ogni attimo della giornata significa zittire il vociare della mente

Il tempo è il bene più prezioso che si possa avere.
E’ davvero ricco chi sa vivere la propria giornata onorando ogni suo attimo. E’ più facile a dirsi che a farsi. Soprattutto quando ancora non si è in grado di padroneggiare lo schema complesso di pensieri che vengono sfornati a ritmo incessante.
A molti capita spesso di voler fuggire da ciò che si sta facendo per far altro. Può capitare di desiderare di sentire un caro amico, vedere un caro parente, uscire dalla città o leggere un libro. Quello è l’ego. Sembra che il momento che si sta vivendo impedisca di fare ciò che davvero vorremmo. In realtà, ciò che vorremmo è una valangata di pensieri in cui siamo immersi nel presente. Sono pensieri di situazioni che non esistono, e che sono d’intralcio alla realizzazione dei propri desideri ed obiettivi. E’ questo il motivo di ciò che è molto comune: qualcuno fatica a capire cosa ottenere dalla vita, perché vi pensa troppo, dimenticandosi di agire. Il rischio è di passare da voler C ad ottenere B, perché si è ben intortati dall’ego. Per non farsi fregare da questo subdolo meccanismo mentale, è importante esserne consapevoli. La grande sfida a cui è sottoposto ogni essere umano, infatti, è vincere la sua disfunzionalità, l’ego, imparando a riconoscerlo e padroneggiarlo.

Essere o non essere?

L’ego è un meccanismo della mente che fa si che ci si identifichi con essa e con i suoi pensieri. Ciò significa che molti credano di essere il vociare persistente della propria testa, quando, in realtà, l’essenza dell’essere è slegata dalla dimensione mentale, ed ha radici ben più profonde. E’ difficile percepirla quando si è inconsapevoli dello schema intriso di pensieri, l’ego, che si fonda su una visione lineare del tempo (passato, presente e futuro). L’essenza dell’essere, slegandosi dall’ego, è costituita da una dimensione atemporale. Ad essa vi si può attingere solo chi è in grado di domare la mente per vivere il presente.

“Ti preoccupi troppo di ciò che era e di ciò che sarà; ieri è storia, domani è un mistero ma oggi è un dono. Per questo si chiama presente.”

Solo l’atto di pensare di avere tempo, o di non averlo, è un attimo non vissuto a pieno, in cui il tempo veramente vissuto (il presente) sfugge dalle mani.
La mente si proietta su pensieri che nulla hanno a che vedere con il presente, ma contrariamente si distribuiscono sulla dimensione lineare del tempo– riferendosi a situazioni passate o che ancora devono avvenire. Ci identifichiamo così tanto con l’ego (il pensiero incessante) e con il relativo senso del tempo, che ci si dimentica che quelle situazioni, passate o future, semplicemente non esistono.
Ciò che esiste è adesso. ciò che sarà, accadrà nel momento presente. Ciò che è stato, è pensato adesso.

Qui e ora: cosa significa vivere il presente.

Il tempo veramente vissuto è il presente.
Quando si è consapevoli del momento, si presta attenzione a percezioni sensoriali ed emotive, parole e pensieri, senza che questa venga assorbita da seghe mentali.
Quando l’attenzione non viene assorbita dai pensieri, e si è consapevoli, non possono emergere emozioni low-vibe legate a inesistenti situazioni passate o future. Nel qui ed ora, ansia, malinconia, depressione, e insoddisfazione non hanno spazio, perché si vive l’attimo dopo l’attimo.
Vivere il presente è dunque qualcosa che va sentito, più che pensato. L’unico momento in cui si trova vita, è adesso. Avere un’infinita preoccupazione per il passato o il futuro, oltre a essere una forma di sconsiderazione verso il presente, è la negazione della bellezza di adesso. In tutto c’è del bello, ma spesso si è accecati: in ogni cosa c’è una lezione da imparare, un lato positivo e ci dimentichiamo che sia tutta questione di prospettive.
Quando si è consapevoli (attenti al momento presente), si è capaci di riconoscere il continuo vociare della mente, l’attenzione non ne viene assorbita, ma assume un ruolo attivo. La consapevolezza dei propri pensieri permette di controllarli, prima che assumano il controllo. Vivere, a quel punto, diventa un gioco, chiaro e semplice.

“La vita dev’essere celebrata e decorata con amore, perché questo è il momento per cui abbiamo sempre aspettato. La pace è dentro ognuno di noi, ed emerge quando si diventa in grado di domare il rumore della mente, lasciando spazio a quiete e silenzio”(stillness).

Il presente non è un ostacolo a cui resistere

Capita più spesso di quanto ci si immagini di voler scappare dal presente, trovando escamotage nei propri pensieri. Ciò che avviene in questi casi è fare resistenza al momento, che tale è e tale rimane: non puoi sfuggirne, e maggiore è la resistenza che si oppone ad esso, maggiore è il grado di sconforto e disagio. Contrariamente, la migliore scelta da poter fare è accettare il momento per come si presenta, bello o brutto che sia, con il vantaggio di provare una quiete strana, sottile e profonda. Se così è il momento, perché non accettarlo? Perché opporci resistenza?
E’ assurdo come molte persone trattino il presente come un ostacolo, aspettando un momento futuro– e dunque che non esiste, se non adesso- che si pensa essere più importante di adesso. E’ più importante pensare di dover far qualcosa, o operare per ottenere determinati risultati? La risposta è ovvia. Agire secondo la convinzione che arrivi un futuro, incoraggia la procrastinazione, e impedisce il successo.

Accettare quel che è, senza ricorrere all’interpretazione della mente



Vivere il presente significa accettare ogni situazione che si presenti nel qui ed ora, perché è quel che è. Accettare una situazione significa non attribuire alcun giudizio, che è una forma di pensiero, ma lasciarsi attraversare da essa e lasciare che questa ci cambi, ci formi e modelli. Siamo esseri in continua trasformazione ed ogni esperienza contribuisce alla nostra evoluzione personale. Molte cose nella vita possono essere meravigliosamente belle quando non si lasciano interpretare dalla mente. Quando una situazione diventa difficile, occorrerebbe guardarla da una prospettiva distaccata dalla mente e dall’etichettamento.

Let the event go to you, through you, and out of you. 

L’attenzione al presente, la consapevolezza, è un’attitudine da allenare. L’attività intellettuale, la meditazione, lo yoga, le pratiche mindfullness, sono strumenti utili a rendere man mano più semplice il cammino verso la consapevolezza, se svolti con costanza e regolarità. In una visione più olistica, il modo di vivere influisce molto sulla capacità di controllare la mente, ed è per ciò necessario curare ogni aspetto della vita, dall’alimentazione, alla cura del corpo, della mente, e delle relazioni.

Frullato

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