Non si può piacere a tutti!

Ma tutti vogliono piacere a qualcuno.  

A volte cerchiamo conferme di quello che diciamo dalle persone esterne, si pò dire che diventiamo un pò insicuri, certe volte, prendere una decisione diventa difficilissimo se non siamo rassicurati da qualcuno. A volte, addirittura, ci facciamo piacere un certo paio di sneakers solo perché vanno di moda. Ci sentiamo addosso gli occhi di chissà chi, diamo peso al tono svogliato di un’amica al telefono mentre ci parla, un saluto più sfuggevole del solito dal collega a lavoro, la vicina di casa che nonostante il nostro sorriso solare ci rivolge un cenno di mala voglia. E magari, tu in quel momento qualche domanda te la sei fatta: avrò fatto qualcosa di male? Gli sto antipatico? Magari non gli piaccio. 

Insomma è risaputo non si può piacere a tutti. 

Ma allora cos’è che ci spinge a farci tutte queste domande quando percepiamo dei segnali, anche da parte di sconosciuti, che ci fanno sentire in un qualche modo “fuori posto” in quel momento? 

Per analizzare la questione bisogna dividere due termini che sovente vengono confusi: insicurezza e timidezza. 

L’insicurezza è legata prettamente all’ambiente in cui viviamo, agli eventi che ci toccano nella vita e nell’infanzia ed è prettamente correlata all’autostima. La timidezza invece, si può definire un tratto caratteriale: non è detto che una persona timida, sia necessariamente insicura e viceversa. 

Si può essere insicuri verso quello che pensano gli altri di noi, ma possiamo essere insicuri anche verso noi stessi.

È un dato di fatto, a tutti interessa quello che gli altri pensano di noi e in questo non c’è niente di male ma ovviamente c’è una linea sottile tra un interesse sano e non. 

Ma perché sentiamo questo necessario bisogno di avere un “feedback dalle persone”, questo bisogni di approvazione?

In psicologia esiste uno schema chiamato Piramide di Maslow che elenca i bisogni innati dell’uomo, partendo dal basso troviamo i bisogni fisiologici, quindi quelli di base come bere, dormire, mangiare ecc. Subito dopo c’è il bisogno di sicurezza, ovvero, abbiamo bisogno di avere un certo tipo di sicurezza nella nostra vita che sia un tetto sulla testa, un lavoro, uno scopo. Al terzo scalino della piramide troviamo il bisogno di appartenenza, al quarto il bisogno di stima, al terzo il bisogno di auto-realizzarsi. 

L’uomo è da sempre definito un’animale sociale, ha bisogno di un gruppo, amici, famiglia , che lo rendono parte di un gruppo per adempiere questo bisogno di appartenenza ed è nettamente correlato al bisogno di stima. L’uomo ha bisogno di un gruppo che lo stimi ed è tramite ciò che costruisce la sua autostima. 

Solitamente quando viene a mancare l’autostima è perché ci sentiamo insicuri, non ci sentiamo “accettati” e “stimati” dalle persone esterne, dal “gruppo”. 

Pensare di non avere mai la necessità dell’approvazione di nessuno, andare sempre per la propria strada senza ascoltare pareri e opinioni è sbagliato. 

L’uomo è un animale sociale e ha bisogno degli altri per realizzare un pensiero consapevole. Questo non vuol dire fare quello che gli altri dicono sempre e comunque pur di avere un parere diverso. Ma vuol dire prendere consapevolezza del parere altrui e ascoltarli. 

Pensiamo sempre che l’approvazione da parte degli altri ci aiuti a stare al mondo e a vederci in una maniera diversa, ed è impossibile negare l’utilità della ricerca di approvazione, ma va sicuramente ricercata nelle persone giuste

Essere alla ricerca di approvazione, può generare insicurezze e tutto questo è normale ed è una cosa che accomuna tutti quanti. Spesso, le insicurezze e l’approvazione hanno ancora accettazioni “negative” nella nostra società e di conseguenza tendiamo a nasconderle, a non esporci. Diventa una vulnerabilità. Ma essere troppo sicuri invece, potrebbe essere ancora peggio. La totale assenza di insicurezze è considerato un vero e proprio limite. 

Bisogna imparare a convivere con le proprie insicurezze, senza aver paura a mostrarle a chi riteniamo più adatto. 

A volte ci dimentichiamo che alcune persone potrebbero avvicinarsi a noi, accumunati da insicurezze comuni e non solo dalle sicurezze. 

E soprattutto è normale non piacere a tutti, quindi smettiamola di attribuire sempre la colpa a noi stessi, di cercare approvazione là dove non la troviamo, siamo ben sette miliardi nel mondo, se non piacciamo a qualcuno, non è da escludere che potremmo piacere a qualcun altro! 

Non si può piacere a tutti, ma se piaci a te stesso, sei già un bel passo avanti!

Se non ti piaccio, almeno accettami e rispettami. È probabile che esitano dei lati di me che ci uniscono, e che quindi, nonostante le nostre differenze, sia possibile arricchirci a vicenda. Ma, anche se non succederà, non è un problema. L’essenziale è riuscire ad accettare se stessi: l’amor proprio è una relazione che durerà per tutta la vita.

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