The brain-washing machine

“Watching television is like taking black spray paint to your inner light”.

-Bill Hicks.

Più si è ipnotizzati da quella scatola luminosa, più ci si allontana da sé stessi, dalla capacità di ascoltarsi, dalla capacità di critica, dall’intuizione e dalla realtà.

ASSURDO

L’altra sera mi è capitato di vedere un servizio di, in cui andavano a fare la ramanzina a un signore, che, esasperato dalla situazione economica, aveva deciso di continuare la propria attività in zona di chiusura. Lo hanno sputtanato per bene. Eppure, la sua idea, la sua condizione psicologica ed economica, accomuna molti italiani in questo periodo. L’hanno zittito: “così non si fa” è stato il messaggio che hanno comunicato, e che gli ascoltatori hanno recepito e assorbito.

Per sbaglio finisco a guardare anche alcuni servizi di Brumotti, alla ricerca spasmodica di spacciatori ambulanti per le piazze della città, comunicando il messaggio: “gli spacciatori sono solo neri, extracomunitari, ed aggressivi”. Sembra essere coraggioso, fino a quando non c’è da indagare più in profondità, nel tentativo di smascherare la punta della gerarchia dello spaccio, la cui base sono il disagio sociale e la povertà, l’anello più vulnerabile della società.
L’odio razziale cresce a braccetto con l’ignoranza.

Cos’è assurdo?

Sapere che alcuni scelgano di staccare dalla giornata con una rilassante serata tv e divano, anziché un bagno caldo, un tè, un libro.
Rilassante per così dire, soprattutto quando in tv danno il solito salotto di gossip, politica, o cronaca. Qui le urla di uno cercano di coprire quelle dell’altro, perchè mossi da un gonfio ego che vuole avere ragione, costi quel che costi, ormai dimentichi di cosa sia l’ascolto reciproco e attivo. E gli ascoltatori ne rimangono ipnotizzati, pur non afferrando una parola della discussione: è assurdo, no?

Come è altrettanto assurdo credere di conoscere ciò che c’è da sapere, la vita, guardando uno schermo piuttosto che vivendo l’esperienze che ci offre.
I fatti che la televisione riporta passano automaticamente per veri, senza essere sottoposti alla valutazione del dubbio, il beneficio che ci distingue dall’ignorante. I filmati mancano di reale contestualizzazione, con la conseguente errata interpretazione della realtà; i servizi giornalistici pretendono di raccontare tutto, pur fallendo (consapevolmente o no); la realtà televisiva sembra essere diventata la nostra realtà.

LO SPORT NAZIONALE

In Occidente la televisione è lo sport preferito. Ci passiamo in media 2 ore al giorno davanti. Negli Stati Uniti, invece, così come gli altri Paesi occidentali, le persone che hanno raggiunto i 60 anni, hanno passato in media 10 anni della loro vita a guardare programmi tv. Dieci anni di vita venduti all’industria della Grande Depressione.

Esternalità come tv, ma anche radio, pubblicità e social network, sono il nemico più grande della società perché colpevoli di condizionare fortemente le menti attraverso shock emotivi, causati da suoni, immagini, toni della voce, frequenze, colori, che il subconscio recepisce e immagazzina senza che ve ne sia consapevolezza.
Ci si riduce così a agire in un certo modo e non sapere neanche il perché.

La televisione (e Netflix, Instagram ecc.) è un escamotage della realtà, dal qui e ora, in cui il pensiero viene sospeso e infiltrato da una miriade di informazioni. Bastano 12/15 minuti per entrare in uno stato meditativo in cui la mente conscia si collega alla mente subconscia. E’ in questo lasso di tempo che la tv gioca su emozioni e immagini che vengono assorbite dalla mente, che contribuiscono a programmarla in un certo modo, creando un falso sé sulla base di credenze innestate.
E’ uno stato di trance in cui il pensiero di altri diventa il proprio.

“Television rules the nation” è il titolo di una canzone dei Duft Punk che si sarebbe potuta intitolare “Television rules the subconscious mind of the nation”, se non fosse per la sua lunghezza e noiosità.

IL SUBCONSCIO

Ci avessero insegnato fin da piccoli, a scuola, che la parte della mente più vasta e potente che chiamiamo subconscio può essere programmata intenzionalmente, e che questa, governa le nostre vite, forse saremmo stati più cauti nel farci condizionare dall’esterno.
Ma non ce lo insegnano.

 “Il subconscio è qualunque contenuto della mente operante al di fuori della coscienza” .

Immaginate un iceberg, e immaginate che sia la rappresentazione della mente. Il blocco di ghiaccio visibile agli occhi del capitano del Titanic è la mente conscia, che sforna pensieri con cui prendere decisioni coscientemente, ma riveste solo il 2% della mente.
L’enorme blocco di ghiaccio che si nasconde nelle profondità delle acque, è paragonabile alla mente subconscia: il 98% della mente è composta da pensieri inconsci. Quel blocco di ghiaccio rappresenta un potenziale che non conosce limiti, ed è il luogo in cui vengono immagazzinati credenze e pensieri abitudinari creati dalla ripetizione, che modellano il proprio comportamento, visione della realtà e immagine di sé.

Proprio come i programmi che vengono immessi nella mente di Neo in Matrix, la televisione, e i mass media in generale, modificano il contenuto del subconscio attraverso pensieri inconsci indotti. La differenza è che Neo sceglieva consapevolmente il modo in cui programmarsi la mente, noi abbiamo deciso di affidarci all’industria della grande depressione.

La mente subconscia è un giardino molto fertile, semi cattivi o semi buoni. I semi sono i nostri pensieri e la mente conscia il giardiniere, che ha la capacità di decidere quali semi piantare e fare crescere e quali no.
Possiamo quindi essere padroni di noi stessi e decidere di smettere di essere passivi alle programmazioni che provengono dall’esterno, anziché da noi e solo noi stessi.

Frullato di Sfiga

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