Eroi e Mostri

Breve racconto d’indagine sulla paura e sul coraggio

È da tempo che voglio scrivere una storia, una storia emozionante, magari con un bel protagonista.

Magari, un eroe.

In fondo, tutti amano gli eroi. Ed in ogni storia che si rispetti, tendenzialmente l’eroe è ovviamente il protagonista. Quindi facciamo che nella mia storia c’è un eroe come protagonista. 

Poi ovviamente, in ogni storia che si rispetti c’è un nemico da affrontare. Magari un bel mostro, brutto e cattivo, che fa paura a tutti.

A chi non fanno paura i mostri? 

Al nostro eroe (ovviamente), no. Non fanno paura, al nostro eroe i mostri non fanno alcun effetto.

No il nostro eroe è senza macchia e senza paura! Manco lo vede il mostro.

Ma che ve lo dico a fare? Lui è l’eroe! 

“C’era una volta un eroe valoroso che del mostro non aveva paura, che manco lo vedeva il mostro…”

Io mentre scrivo questa storiella, mi sento così diversa dall’eroe.

Un pò la cosa mi rattrista ma, che ci posso fare? Sono così diversa da lui e (ovviamente) non sto parlando dell’aspetto fisico.

No. Sto parlando della paura. 

Io a differenza dell’eroe, ne ho tanta. A me, i mostri fanno paurissima.

I miei mostri a volte mi rincorrono come se avessero fretta di trovarsi faccia a faccia con me, mentre io vorrei tanto cambiare marciapiede e far finta di niente. E non lo nego a volte, la sola idea di affrontarli mi spaventa tantissimo. Hanno una forza potentissima le paure, innescano in noi dei meccanismi di cui siamo assolutamente fuori controllo.

In verità avere paura è assolutamente normale. Ma fin da piccoli, nelle storie e racconti ci viene insegnato ben altro. Erroneamente associamo l’avere paura a qualcosa di assolutamente sbagliato. Nelle storie chi ha paura è sempre un personaggio goffo, divertente, sicuramente non valoroso.

Per questo a volte mi sono chiesta se sia giusto provare paura in certe situazioni. Se proprio noi, quelli che quando sentono parlare di eroi senza macchia e senza paura, non si sentano mai chiamati in causa. Di quelli che qualcuno si prenderebbe la briga di appellare come “fifoni moderni”. Quelli che le situazioni le pesano, che a volte, il problema e la domanda di troppo se la pongono. 

Mi chiedo allora cosa sia quella sensazione che a volte pervade mente e corpo e che chiamiamo paura e che è assolutamente incontrollabile

La paura ci fa capire che sta arrivando un pericolo, che è vicino. Quando la percepiamo reagiamo d’istinto, cerchiamo di rimanere attenti, sulla difensiva. La paura e la percezione di pericolo è ovviamente legata all’angoscia. Quando percepiamo il pericolo siamo automaticamente angosciati da quello che potrebbe accadere. 

Una volta qualcuno recitò che “gli infelici non provano angoscia”, questo per dire che spesso chi è in qualche modo “felice” , ha qualcosa da perdere ed è sicuramente una condizione che potrebbe creare in qualche modo paura e angoscia. 

Logicamente pensando, per un infelice le cose non potrebbero che migliorare e basta. 

In filosofia, l’angoscia è spesso collegata alla gioia.

Abbiamo paura quando il pericolo “attacca” la nostra gioia. In epoca contemporanea si parla addirittura di “paura della paura”, come sottolineò Roosevelt dopo la crisi americana del ’29. 

Il nostro eroe era sicuramente un infelice. 

Sì, sarà anche stato infelice, ma mica posso concludere una storia con “…l’infelice eroe che senza gioia alcuna aveva sconfitto il mostro…” , sarebbe proprio una storia del cavolo! No, non va bene. Insomma ci sarà stato un altro motivo per cui l’eroe non aveva paura del mostro.

Se chiedessi al nostro protagonista “hai paura?”, probabilmente mi direbbe di si. 

Allora il nostro eroe è un bugiardo direte voi, è un fifone travestito da eroe! No, il nostro protagonista è un eroe sincero.

Anche lui a volte ha paura.

Anche se di mestiere fa l’eroe. 

All’eroe però è stato insegnato che è normale avere paura perché le paure si possono sconfiggere, affrontandole. Per questo il nostro eroe ha paura del mostro ma lo affronta lo stesso, il suo potere magico è il coraggio

“È normale che ci sia la paura, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio”

Paolo Borsellino

Va bene. Allora, riprendiamo: “…il coraggioso eroe, affrontò la paura del mostro e lo sconfisse.” 

Sì, così va decisamente meglio e ho pure sconfitto la paura della pagina bianca. 

Ma questa è un’altra storia, che vi racconterò un’altra volta. 

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