Dalla mente razionale all’intuizione: il prossimo balzo evolutivo?

Il mio professore di italiano delle superiori era solito fare domande interessanti, aspettandosi risposte corpose e soddisfacenti. Non serviva studiare, almeno, così mi pareva, dal momento in cui chiedeva di usare l’intuizione per rispondere. Così decisi di non aprire libro di italiano per cinque anni. Fa ridere perché il mio hobby è scrivere, e… perché forse non avrei dovuto completamente affidarmi alla mia intuizione dati i miei ripetuti 4 nei temi. Mi odiava, per forza. Comunque, quando non si trattava di saggi e temi sul mio amico Leopardi, me la cavavo;  mi piaceva usare quel lato del cervello, attingermi alla mente creativa. Mi piace ancora, tanto che ho deciso di farne uno stile di vita: esame orale? Si improvvisa! ( Scherzo, si studia anche un po’).

Oggi, anni dopo che ho lasciato la classe e il mio professore, la parola intuizione ancora mi risuona in testa. Mi piace troppo. E’ la magia di ognuno di noi, il lampo di genio. Va a braccetto con il nettare degli artisti, la creatività.

CHE COS’E’ L’INTUIZIONE?

 Illuminazione, folgorazione, lampo, presentimento, sensazione, presagio, sesto senso.

Non è semplice spiegare l’intuizione.
L’intelligenza intuitiva viene intesa come il processo di analisi e individuazione di informazioni che sfuggono alla mente conscia, e dal quale spunta una risposta: questo è il tipo di intuizione che il mio professore di italiano si aspettava.
E’ riduttivo confinare le potenzialità dell’intuizione a un semplice processo creativo che si svolge parallelamente alla mente conscia.

L’intuizione è, per Rita Levi Montalcini,  quella strana capacità per cuiUno riflette per un pezzo su una cosa … Poi di colpo, in un lampo, il problema si chiarisce e si vede la risposta”.

L’intuito stimola la libertà di seguire ciò che ciascuno sente veramente, che è ciò che ci determina come individui e ci distingue dagli altri.

Ho sottolineato “ci distingue”, come le persone folli si distinguono da quelle razionali compiendo apparentemente azioni senza senso, perché la forza intuitiva è la qualità di chi è coraggioso e sa azzardare per uscire dai continui flussi di condizionamenti che altrimenti lo farebbero rigare dritto. Condizionamenti ansiogeni  tipo “il mercato del lavoro è saturo”, “non c’è più il posto fisso, ora è difficile trovarsi una sistemazione”, o ancora “non puoi andare lì adesso, c’è crisi”.
Essere intuitivi significa pensare diverso e rispondere in maniera non convenzionale alle situazioni.
“Così non si fa”, “si vive così”.
Scusa? Ma chi l’ha detto questo? Perché poi?
Una mente bloccata dai condizionamenti è una mente controllata che necessita di essere consapevole. Il perché ve lo spiego con due esempi.

Il primo è un esperimento in cui in una stanza sono state messe delle scimmie, e una scala con in cima un casco di profumose banane.
Quando le scimmie salivano le scale per acchiappare il casco di banane, un secchio di acqua gelida cadeva su di loro.
Dopo vari tentativi, le scimmie hanno smesso di salire la scala.
Altre scimmie entrano nella stanza, e provando a salire la scala vengono morse dal primo gruppo di scimmie che non volevano che prendessero le banane (gelosone), e sebbene queste non avessero ancora sperimentato il secchio di acqua gelida, hanno smesso dopo un po’ di tentativi per evitare di essere morse.
Entra un altro gruppo di scimmie, e queste, nel medesimo tentativo, vengono morse sia dal primo gruppo per evitare che prendessero le banane, e… dal secondo perché semplicemente lo faceva il primo gruppo, ma non sapevano il perché.
“Una regola era stata tramandata alla generazione successiva, particolari  comportamenti si erano consolidati e manifestati, ma mancavano  le motivazioni sottostanti.”

Il secondo esempio per capire come funziona un condizionamento è porre il fatto che noi partiamo da A e dobbiamo andare al punto C , non sappiamo il perché ma ci sforziamo di raggiungerlo, anche se non vogliamo. In realtà vogliamo andare nel punto B ma col tempo ce ne dimentichiamo, credendo che quel che vogliamo sia il punto C. Ce ne siamo dimenticati e ora non si sa neanche che cosa sia quel punto B.
Un po’ come chi decide di fare scienze internazionali e vuole fare il maestro di yoga (non sono io). Fa ridere, ma anche piangere, e anche riflettere.

Via la banalità a favore di un’anima elevata. Abbandonate tutti gli schemi mentali, quel senso del dovere inculcatovi tipo “devi studiare, se vuoi i soldi lavora, diventa ricco e starai bene, l’artistico non ti porta da nessuna parte” ,il dovere non coincide con la volontà.
Abbandonatevi invece a quella fonte di ispirazione che ognuno ha dentro sé, una specie di vocazione, non soffocate questa vocina così seducente e calorosa.
Fatelo e siate artisti della vostra vita.
Create l’opera d’arte che deve essere la vostra esistenza: colorata, sgarciante e brillante.
Per voi, non per gli altri.


Il nostro cervello è diviso in due emisferi, la cui anche struttura si differisce. Da una parte quello sinistro dominato dalla logica, raziocinio, il pensiero logico e analitico, e dall’altra l’emisfero destro, il creativo, intuitivo, spirituale e dell’immaginazione.

Una maggior considerazione dell’emisfero destro è il prossimo step evolutivo: come si è passati dall’homo sapiens a quello sapiens sapiens, le persone sono sempre più pronte per abbracciare la natura intuitiva della mente che a lungo è stata soppiantata dal monopolio della razionalità.
Chissà, forse i creativi si affermeranno sui “robotici”, per cui non abbiate paura né di essere voi stessi e né di seguire la vocina interiore.
Il mondo del lavoro sta rivalutando gli innovatori, i creativi come Steve Jobs, che amano fare ciò che fanno perché frutto di una loro intuizione. Non sarà più un robotico creare ciò che piace alla massa con l’unico scopo di vendere, ma un creare per donare un prodotto di valore. Non seguite la wave del momento se sentite che non è quello che volete.
Fate come Gandhi: è partito da un bisogno che sentiva in sé, e non ha seguito nessuno.

La felicità e la pace del cuore nascono dalla coscienza di fare ciò che riteniamo giusto e doveroso, non dal fare ciò che gli altri dicono e fanno.

-Gandhi

Frullato di Sfiga

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