SEMPLICITÀ IS THE NEW SOFISTICAZIONE

La semplicità è diventata la forma più alta di sofisticazione.

“La semplicità è la suprema sofisticazione” affermava la geniale mente di Leonardo da Vinci quasi mezzo millennio fa. 

Siamo nel 2021 e il termine “semplicità” ha ancora un’accezione negativa, è considerata una caratteristica delle persone umili e quindi, povere di idee. 

È incredibile quanta fatica faccia la gente ad essere semplice, quanta paura faccia il non complicare le cose ogni volta. La preoccupazione è che, se ci mostriamo semplici, le persone possano pensare che siamo stupidi, poco originali o non all’altezza. Ma è esattamente il contrario, la maggior parte delle volte. 

La gente con la mente più chiara e preparata, è quella più semplice.

Ormai abbiamo l’abitudine di complicare, piuttosto che semplificare e abbiamo consolidato la convinzione che le cose complesse corrispondano a qualità, a prestazioni efficaci e brillanti. Abbiamo radicato l’idea che l’abbondanza di dati e le procedure complicate siano di per sé garanzia di successo.

Siamo abituati inconsciamente a pensare che la qualità vada a pari passo con la quantità. E nonostante ciò, sono ancora le situazioni “complicate” a spaventarci. Viviamo imbrigliati tra le complicazioni e spendiamo buona parte della nostra vita a districarci tra le difficoltà, anche relazionali e la metà di queste problematiche, è data dal semplice fatto che abbiamo ripudiato il concetto di semplicità. Come se fosse una parola futile e scontata. 

In un mondo che ti impone di correre, di andare oltre i propri limiti costantemente. Che a volte, diciamolo, ti mette in discussione senza che tu abbia chiesto pareri e opinioni, decidere di fare le cose con i propri tempi, in maniera semplice, chiara e trasparente è un atto di suprema eleganza e sofisticazione. 

La semplicità, che spesso in passato ed in alcuni luoghi comuni anche oggi, viene associata a individui ingenui e un pochino limitati. Un controsenso, se ci si sofferma a riflettere che è molto più facile complicare, che semplificare, nel 99% dei casi. 

La nostra società è una vetrina in allestimento continuo. Abbiamo consolidato l’idea che per allestire la nostra vetrina nel migliore dei modi, bisogna agghindarla di tutto punto per renderla più appetibile.

È come se ci fosse una voce dentro di noi, che non fa che ripeterci che non siamo abbastanza, se siamo semplici. Se non ci complichiamo la vita con sofisticazioni moderne come stereotipi, pregiudizi, standard di bellezza, standard di status e via dicendo. 

Ma la semplificazione della vita va oltre il modo di apparire puramente estetico. 

Sta nell’adattarsi, nella distinzione tra adattamento alle situazioni e al cambiamento e l’accontentarsi delle situazioni e dei cambiamenti. 

La semplicità sta nell’apprezzare ciò che si ha, cercando comunque di migliorare. 

Apprezzare i momenti e i piccoli gesti.  Che spesso viene frainteso con il  non ambire a momenti migliori e grandi gesta. 

La semplicità sta nel vivere il momento, pensando al futuro ma senza accanirsi su di esso. 

È impossibile sofisticare la semplicità, o meglio ci si può provare ma l’inganno dura poco. 

La semplicità delle cose e soprattutto, la semplicità degli animi, è un dono che salta agli occhi ed ha un valore inestimabile. Che non si può comprare nè svalutare.   

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