L’arte di amare, il Frullato Love Edition

San Valentino è passato da un po’. Avrebbe più senso che si festeggi  a cavallo dei mesi di febbraio e marzo, o nel mese di marzo. L’amore e la primavera vanno a braccetto.

Quindi parlerò del significato della parola con la A,
Quella che risuona nella testa con tre emme ogni qualvolta io ci pensi.

Vi è mai capitato di essere invasi da una grande necessità di manifestare il vostro amore, affetto, gioia?

A me non spesso ma se mi sforzo e ci penso un po’ mi rendo conto, che si, ci sono quei piccoli sprizzetti di gioia e tanto love nell’arco della giornata.

Non é l’alcol e nessun tipo di sostanza inebriante.

Quella sensazione si dovrebbe provare ogni istante della propria giornata, tolti piccoli momenti grigi (normali e leciti).

Si chiama amore, ed é diverso dalla necessità di essere amati. Non si tratta di un tentativo di piacere egoistico, quanto di un atto creativo e stimolante che si traduce in un dare senza condizioni.

E’ una facoltà, un’abilità, e come tale deve essere imparata.

Pensarla diversamente è un errore comune, proprio come quello di pensare di doversi rendere amabili per poter essere oggetto dell’amore di qualcuno.

E allora si cerca di rendersi amabili per trovare l’amore, quello giusto, sulla base di qualità che si posseggono.

Ma la più importante qualità è l’essere in grado di amare.

L’amore é un’attività, non passività.

Poi c’è una sostanziale differenza tra essere innamorati in maniera permanente e lo stato iniziale di innamoramento, l’infatuazione.
L’eccitamento iniziale viene scavallato da una miriade di screzi e incomprensioni.
Ma è giusto.
Forse l’eccitamento iniziale era una risposta alla caduta dello stato di solitudine?

Insomma, amare non è poi così facile.

L’amore è l’abilità di far cedere i muri che separano i simili gli uni dagli altri, quei muri che ci mettono in posizione di solitudine e di isolamento
Abbattere l’ isolamento comporta sentirsi potenti nell’atto di dare, la più alta forma di espressione di potenza.
Ci si sente invincibili quando al prossimo si offre incondizionatamente la propria gentilezza, il proprio interesse, la propria gioia, le proprie paure.
E’ importante l’atto di dare come quello di accogliere. Ci si farebbe scappare con tanta facilità la gioia, la vitalità, la ricchezza che si sente quando ci si dona all’altro? Accogliere una persona in tutto ciò che può offrire è sublime, poiché da un senso di gratitudine reciproca.


L’atto di dare non va ritenuto come sacrificio, ma è la passione che si cela dietro a un cuoco che ripone attenzione sui giochi di gusto del suo piatto, perché vuole che sia un’esperienza piacevole per chi lo mangerà.
Che si cela nella mia mente, ora, mentre scrivo per te che stai leggendo, credendo che queste parole abbiano un impatto positivo, e che possano essere divulgate.
Che si cela in tutti quando si fa qualcosa per chi si ama: si è sempre produttivi.  

L’amore è interesse attivo verso il prossimo; per far crescere qualcosa c’è da lavorarci su. Come annaffiare una pianta, travasarla.
E’ sentire di essere responsabili degli altri, non come dovere ma come consapevolezza che ogni azione ha ripercussione su di essi.
Significa rispetto e conoscenza. Il primo è la capacità di lasciar esprimere una persona per ciò che è, riconoscendone l’individualità. Con la seconda si intende la volontà di conoscere a fondo una persona, ovvero interessarsi.  

Ora non so come concludere la Jane Austin Edition di Frullato.
Iniziare e concludere sono la mia spina nel fianco.


Amare, nel senso di amore fraterno, è raro in una società in cui dominano palliativi alla necessità di un atteggiamento attivo nell’amore: una serata con amici all’insegna dei gin; una pomeriggio passato su netflix.  Una società in cui una relazione si può tradurre in uno scambio di utilità: “ti do la mia attenzione se tu ne darai a me”. No! Non è un like4like, non siamo a Take Me Out (vi sblocco un ricordo anche io), quel programma in cui le ragazze scelgono il bellone in base a ciò che racconta di sè e al suo fisico.

L’amore è un’arte, che va imparata.

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