IL Tè DELLE CINQUE

Breve storia del tè nel mondo, dalla Cina al Regno Unito. 

Se hai freddo, una tazza di tè ti riscalda.

Se sei depresso, ti rincuora.

Se sei agitato, ti rilassa.

-William Gladstone

L’acqua bollente nel bollitore, l’aroma della bustina che già si diffonde nella stanza. Sale dal fondo della tazza fino a risalire, in alto, sul soffitto. 

Lo scrosciare del filo d’acqua bollente che esce dal beccuccio della teiera e si adagia impetuoso sugli argini di quel piccolo recipiente con manico, si scaglia sulla bustina profumata, che stavolta non si spreca a rilasciare nell’aria quell’invasione di profumi che ti trasportano dall’altra parte del mondo. 

Il momento del Tè per chi lo sa apprezzare è un momento di meditazione che ci riconnette con tutto quello che è attorno a noi. 

Ma la storia del Tè è millenaria ed è  una storia nomade, che si dirama in varie parti del pianeta. 

Ogni paese ha il suo rito, la sua cultura e la sua storia. 

Nato nel III secolo nella Cina meridionale, il Tè è la bevanda più conosciuta e popolare al mondo, soprattutto in Oriente dove originariamente veniva preparata con foglie cotte a vapore, pestate in un mortaio e ridotte a un panetto che veniva poi bollito con riso, zenzero, sale, buccia di arancia, spezie, latte e a volte cipolle. Nei secoli la bevanda si è diffusa con ingredienti e modi diversi di prepararla. 

Vi é una leggenda cinese che racconta come l’imperatore Shen-Nung scoprì il tè casualmente circa 3000 anni fa. Durante un viaggio si fermò a riposare con i suoi uomini che avevano deciso di far bollire dell’acqua durante la sosta. Ma dentro l’acqua che bolliva cadde una foglia. L’acqua assunse il colore dell’oro ed un profumo delizioso pervase l’aria. L’imperatore assaggiò la bevanda e ne rimase entusiasta. 

Da allora il tè divenne una bevanda popolare e diffusa in tutta la Cina,  accompagnata da un rito molto suggestivo che si chiama Gongfu Cha.

Ancor più affascinante è la cerimonia del tè che si fa in Giappone: la Chado o Cha no yu, un rito secolare influenzato dal Buddismo Zen, codificato da Sen no Rikyu, famoso maestro del tè, che ha dato vita a una vera arte meditativa basata sui concetti di armonia, rispetto, purezza e tranquillità. La raffinata cerimonia, che da tradizione ha la durata di quattro ore, è una cerimonia sviluppata nel corso del XV secolo. Solitamente si svolge all’interno di piccoli edifici di legno situati in giardini ricchi di acqua e coinvolge sia chi prepara il tè sia gli ospiti, che seguono precise regole di abbigliamento e di etichetta.

La leggenda Giapponese che racconta delle origini del tè, narra del peccatore Bodhidarma che doveva fare sette anni di penitenza. Egli giurò di non dormire durante questi sette anni. Malgrado il suo giuramento, una notte si addormentò. Quando si svegliò il mattino seguente era talmente adirato dal suo fallimento, che si tagliò le palpebre e le gettò a terra. Non appena le palpebre toccarono terra crebbero fino a diventare un gran cespuglio. Come Bodhidarma  si accorse del  miracolo, si preparò subito una bevanda con le foglie del cespuglio. 

In Marocco la cerimonia del tè è una parte imprescindibile della cultura dell’ospitalità nordafricana: ovunque, nei locali o per strada, si assiste al bellissimo rito del tè verde cinese Gunpowder, fresco e dissetante, un’aromatica miscela di foglie di menta e addolcita da zucchero. Rifiutare un bicchiere di tè, in Marocco, è una vera offesa all’ospitalità locale. 

La tradizione del tè caldo marocchino è legata alla cultura nomade dei beduini, che da secoli utilizzano questa bevanda per dissetarsi e far fronte agli sbalzi termici delle regioni desertiche. 

La cerimonia Atay Naa Naa è accompagnata da gesti lenti e ben calcolati che generalmente è il capo famiglia a svolgere.

In Russia al posto della tradizionale teiera è il Samovar, l’oggetto adibito alla preparazione del Tè, letteralmente “che bolle da sé”. 

Inventato agli inizi del Settecento, è un grande bollitore, simile a una caldaia, che contiene diversi litri d’acqua per la preparazione del tè. Spesso nei romanzi della letteratura Russa del 19° e 20° secolo, veniva descritto come fonte di calore attorno al quale la famiglia si riuniva e come momento di convivialità. Tuttavia ancora oggi il Tè in Russia, occupa una posizione di rilievo ed è un momento importante per riunire famiglia e amici. 

Il “tè delle 5 del pomeriggio” è il rito più diffuso e popolare tra le tradizioni del Regno Unito. Citato per la prima volta nel 1660, il tè è diventato una consuetudine pomeridiana, grazie alla settima duchessa di Bedford che nel XIX secolo la fece diventare una vera istituzione. Il rito del “afternoon tea” venne subito accompagnato da regole di etichetta e dalla nascita di accessori e utensili, come le scatole in cui conservare le foglie fragranti, gli infusori, le zuccheriere, le lattiere, le teiere e i servizi da tè in porcellana o d’argento. Oggigiorno il rito del tè pomeridiano è presente in ogni famiglia inglese anche se la bevanda viene consumata a ogni ora, quasi sempre accompagnato dal latte. 

In India il Tè si chiama “chai” e si beve arricchito con cannella, cardamomo, pepe nero e chiodi di garofano e addolcito con latte caldo e zucchero, talvolta con zenzero fresco grattugiato. È probabilmente la bevanda più diffusa, introdotta dagli inglesi agli inizi del 1800. La pianta del tè in India era già presente da millenni ed era utilizzata come pianta medicinale, soltanto nel 1830 gli inglesi diffusero il tè come bevanda e soprattutto, lo resero uno dei prodotti più redditizi dell’economia coloniale del Regno. Infatti, l’India è con la Cina uno dei produttori mondiali maggiori di tè, in particolare di “masala chai”, un tè nero dal gusto intenso, aromatizzato con spezie. 

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