INCONTRARE SE STESSI

“Ti piaceresti se ti incontrassi?” 

Quante volte cerchiamo di essere la migliore versione di noi stessi?

Quante volte c’è qualcosa che non ci piace, a volte più di qualcosa, di noi?

Si tratta di avere a che fare tutti i giorni, con la stessa persona in fondo: noi stessi. 

Succede a volte, che ti guardi allo specchio e ti osservi, come se non ti fossi mai visto e guardato

Succede a tutti. 

A volte. 

Scopriamo che l’immagine riflessa nello specchio, quel riflesso, che tutti i giorni siamo obbligati ad affrontare è nuovo. 

È normale anche questo. 

Sono gli occhi con cui guardiamo le cose che spesso fanno la differenza. 

Quindi io la butto lì: ti piaceresti se ti incontrassi? 

Se per caso ti incontrassi per strada, adesso, in questo momento, ti noteresti? 

Saresti una persona da cui poter prendere ispirazione, una persona che ti interesserebbe? 

Ti potresti innamorare di te stesso? Potresti trovare in te un amico? 

Ogni volta che cerchiamo di essere la migliore versione di noi stessi dovremmo farci questa domanda. 

Dovremmo essere in grado di estraniare gli altri per un pò e analizzare noi stessi con un occhio critico sì, ma non accusatore. Metterci a nudo con tutta la sincerità di cui disponiamo per chiederci: “mi piaccio? C’è qualcosa che posso migliorare di me stesso?”. 

Ci chiediamo molto spesso come potremmo piacere agli altri, cosa potremmo fare per piacere agli altri di più e ci dimentichiamo di essere come vorremmo noi. 

La società in cui viviamo per via anche del periodo storico ci impone, la metà delle volte, di adeguarci alle richieste degli altri, ci insegna a guardarci solo ed esclusivamente con gli occhi delle altre persone. 

Un esempio lampante sono i social media che spesso, sono i mezzi con cui gli altri hanno il diritto di approvare o meglio, “mettere like” a ciò pubblicano le persone dai loro profili. 

Sarò critica e mi spiace dirlo, ma siamo tutti un pò in cerca di approvazione. 

Quando questo però ci impedisce di vedere noi stessi con occhi limpidi, c’è un problema che sorge a galla e va affrontato.  

Se imparassimo ad utilizzare un altro tipo di occhiali, riusciremmo a vedere le cose in maniera diversa, a cambiare ciò che davvero a noi non piace. 

È un semplice cambio di prospettiva ma è davvero un cambio di prospettiva necessario e utile. 

Ogni volta che ti poni questa domanda chiediti cosa ti piacerebbe vedere se ti guardassi? 

Quale sarebbe la ragione che ti porterebbe a migliorare? Cosa sono le cose che davvero non vorresti vedere in te?

Cerca di rispondere a questa domanda onestamente, senza mentire e aggiusta il tiro con cui ti stavi lanciando nella vita. 

Inoltre per i più drastici, ho un’ottima notizia: le cose che ci distinguono si possono implementare o costruire. 

Anche se sembra un paradosso dovremmo ricordarci che per piacere agli altri forse è utile piacere prima a noi stessi. 

Inutile dirvi che la felicità è il miglior indumento che possiate indossare per essere notati da qualcuno ed ancora più inutile è forse dire che, se non siamo in grado di amare e apprezzare noi stessi, difficilmente saremo in grado di apprezzare anche gli altri. 

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