Lettura: la medicina dell’anima.

Lo sapevate che leggere fa bene?

L’italia è uno dei paesi con meno lettori in Europa. A dirlo non è il popolo di internet, non sono i francesi e i tedeschi ( che voglio fregarci i primati), ma sono i dati Istat

Che rivelano che 6 italiani su 10 non leggono neanche un libro all’anno.

Le percentuali crollano ulteriormente al Sud, dove soltanto il 27,5% ha letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi. I “lettori for real”, ovvero coloro che leggono almeno un libro al mese, rappresentano invece il 14% della popolazione. L’Istat ha coinvolto gli editori per analizzare questi numeri negativi e le principali risposte a questo fenomeno si riconducono a un basso livello culturale della popolazione e a una mancanza di efficaci proposte politiche e scolastiche per la lettura. 

Letti così non sembrano dati tanto allarmanti. Per fortuna o purtroppo la lettura rimane un azione libera, di conseguenza c’è a chi piace leggere e a chi no. “Cosa c’è di male in una nazione che non legge?” verrebbe da pensare. 

Gianni Rodari diceva:

“Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo”.

La storia ci insegna che chi legge è più libero. 

La lettura è un arma potente capace di aprire la mente e di favorire lo spirito critico. Motivo per cui in molte monarchie e dittature i libri non erano e non sono visti di buon occhio, serve un popolo ignorante e assolutamente non colto per essere tenuto a bada per bene. Uno dei libri più famosi della letteratura distopica Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, parla proprio di una società dove leggere è considerato un reato, ed esistono pompieri che bruciano i libri. 

E non solo, come se non bastasse a dare un valore aggiuntivo a questo “passatempo” non sono solo fattori culturali, ma anche scientifici. 

I ricercatori di Yale hanno esaminato un campione di 3.635 persone con più di 50 anni, e hanno scoperto che i “lettori” hanno una media di vita di 23 mesi in più rispetto ai non lettori

Inoltre, la lettura crea un coinvolgimento cognitivo che migliora la concentrazione, la capacità di pensiero e influisce attivamente sull’empatia, la percezione sociale e l’intelligenza emotiva.

I lettori sono quindi più longevi e cognitivamente più stimolati. 

Secondo un gruppo di ricercatori dell’università del Sussex, invece, basterebbero anche soltanto sei minuti di lettura al giorno per garantire alla mente e al corpo di sciogliere la tensione e lo stress accumulato.

Il neuropsicologo David Lewis ha infatti spiegato che una passeggiata riduce lo stress del 42%, mentre ascoltare musica rilassante si ferma al 61%, la lettura invece, può ridurre del 68% il livello di stress di un individuo, essendo “più di una semplice distrazione, ma un’attività che coinvolge l’immaginazione ,stimolando la creatività ed entrando in uno stato di coscienza parallelo”.

Si può quindi reputare i lettori una categoria meno stressata o meglio utilizzano, un rimedio contro lo strass più efficace. 

Un esperimento svolto dall’Emory University di Atlanta dove sono state monitorate le attività cerebrali di 19 volontari per 19 giorni, alternando sessioni in cui non veniva svolta alcuna attività ad altre in cui i soggetti dell’esperimento leggevano. 

Le ecografie hanno mostrato dei cambiamenti nelle giornate dedicate alla lettura, precisamente nella regione frontale destra del cervello, ovvero quella collegata al linguaggio e al controllo del corpo. Questo cambiamento dell’attività cerebrale, che non può essere dettagliatamente codificata, ma solo interpretata, ha permesso ai ricercatori dell’Emory University di constatare l’influenza della lettura nel nostro cervello. Confermando la validità degli studi analizzati finora. Il processo che si mette in moto con la lettura va oltre alla semplice attività ricreativa o di passatempo. 

La leggenda narra che incisa sulla porta d’ingresso, della prima biblioteca del mondo, a Tebe, ci fu scritto “Medicina per l’anima” e se un buon corpo si mantiene con l’attività fisica e l’alimentazione, sicuramente una buona mente la si può mantenere con la lettura. E’ un dato di fatto. 

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