Democrazia: miglior forma politica in assoluto?

DEMOCRAZIA

Così cara a tutti noi occidentali.

Così cara che badate dal metterla in discussione o in dubbio, rischiereste di passare per fascisti.
Ma in fondo come biasimare chiunque conferisca l’abominevole etichetta di fascista a colui che addita una forma politica così calda e rassicurante, soprattutto in seguito a un passato di guerra, distruzione e totalitarismi.

Sotto l’etichetta di democrazia vigono i principi di libertà ed uguaglianza. Siamo tutti uguali, e liberi da ogni pregiudizio. La legge non guarda religione, etnia, o orientamento sessuale.
Tutti abbiamo la libertà di poter esprimere un parere e un’opinione, senza il rischio di essere censurati.
Siamo tutti in possesso dei diritti civili, sociali e politici.

In una democrazia il potere appartiene al popolo che, attraverso il suffragio universale, vota i propri rappresentanti al governo.

Si da per scontato che la democrazia sia la migliore forma politica esistente, dimenticandoci di destinare ad essa una corretta riflessione, di studiarne i limiti e i difetti.

I LIMITI DELLA DEMOCRAZIA

Siamo davvero tutti uguali quando si tratta di votare? Siamo tutti egualmente in possesso degli strumenti necessari a compiere scelte puramente razionali e a beneficio della comunità? La risposta alla domanda potete immaginarla.

In nome dell’uguaglianza e della democrazia vige la regola del ”uno vale uno”.
Si da per scontato che il principio per cui ogni cittadino ha il diritto di esprimere il suo voto con peso uguale, si possa applicare anche quando si esprima un pensiero e opinioni.
Oggi un giornalista, che il giorno prima si è occupato di questioni di tutt’altra pertinenza, può essere considerato il massimo esperto in questioni mediche; e di conseguenza, chiunque può disprezzare a priori chi è portatore di conoscenze solide, fresche e scientificamente fondate.  
Ma l’opinione di un chirurgo e di un giornalista non possono avere stessa dignità
E il voto di chi di politica se ne intende e di un analfabeta di ritorno possono avere stesso peso?

Churchill diceva :

“E’ stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta di tutte le altre”.

IL PRINCIPIO DI EGUAGLIANZA

Il principio di eguaglianza è certo una fresca boccata d’aria, sintomo di progresso umano.

I sostenitori della democrazia tendono, però, a compiere l’errore di applicare tale principio anche laddove non è applicabile: le differenze nelle capacità intellettuali, ovvero nel semplice atto di conoscere, sono ampie, e lo dimostra l’evidenza empirica, avendo l’Italia il 28% di analfabetismo funzionale, ossia l’incapacità di corretta interpretazione e comprensione dei testi e grafici (la seconda più alta in Europa).

Le evidenze empiriche non mentono.

LA NATURA UMANA: EGOISMO E IRRAZIONALITA’.

E poi, siamo esseri umani, mica supereroi.

La natura umana non è caratterizzata dalla Ragione.

Homo homini lupus affermava Hobbes.

Essa è puramente egoistica, mirando esclusivamente alla propria preservazione e potenziamento, a costo di entrare in conflitto con i propri simili.
In base a tali premesse, resta difficile mettere da parte i propri interessi in nome del bene comune.

Schumpeter, nel suo libro Capitalismo, socialismo e democrazia ben esprime l’idea che i governanti, prima di tutto, aspirano al mantenimento del potere, che altro non è che il voto popolare.
E così anche l’opposizione è in perenne lotta con la maggioranza per conquistare il voto del popolo.
Ciò fa spazio a demagogia e populismo, dove per ottenere le preferenze degli elettori,  non solo si fa uso di un linguaggio che può essere definito esemplificativo per la complessa realtà politica, ma si fa leva sul malcontento dei cittadini, su tematiche a loro care (immigrazione, bonus vari), se ne esaltano le frustrazioni e si fanno false promesse.
E’ questo governare?
E’ questo accontentare in funzione dell’ottenimento del voto?

LA MASSA

Perché siamo così facilmente sensibili alle false promesse, alle propagande populiste e alla demagogia?

D’Annunzio ben esprime la naturale tendenza dell’uomo-massa a farsi guidare e plasmare, in Le vergini delle rocce:

“Non sarà troppo difficile, in vero, ricondurre il gregge all’obedienza. Le plebi restano sempre schiave, avendo un nativo bisogno di tenere i polsi ai vincoli. Esse non avranno dentro di loro giammai, fino al termine dei secoli, il sentimento della libertà.”

Eraclito considerava la massa come un insieme di dormienti ad occhi aperti, mentre ad Atene, culla della democrazia, i pochi con buone capacità oratorie riuscivano a muovere la folla a proprio piacimento.

La forza dei moderni mass-media  ha accresciuto le possibilità di manipolazione dell’opinione pubblica e dei comportamenti sociali.
Molti studiosi hanno quindi individuato nelle società di massa una dicotomia fra un «pubblico di élite», composto da gruppi dirigenti e avanguardie intellettuali, e un «pubblico di massa», ossia un insieme di persone dotate di un sistema di credenze cognitivamente povere ed emotivamente instabili, e pertanto esposte alle manipolazioni e alla eterodirezione delle élite.
In questo senso, le teorie sulla società di massa mettono in luce come taluni processi di modernizzazione tendano a costruire una società di «uguali» che, se da una parte poggia su una base estesa di democratizzazione, dall’altra – accrescendo le disuguaglianze in termini economici e di potere e alimentando dinamiche di omologazione e atomizzazione sociale – allontana le masse stesse dall’esercizio della sovranità e in qualche caso dalla stessa partecipazione politica.

-Treccani.

(Per un approfondimento sulla massa, e sulla sua nazionalizzazione durante l’età dei totalitarismi, consigliamo il libro di G.Mosse, Nazionalizzazione delle masse).

Come sostiene Nietszche, dobbiamo combattere l’imperante massificazione: solo attraverso il riconoscimento, l’esaltazione e la messa in pratica dei talenti e delle capacità di ciascuno possiamo gettare le fondamenta per una società migliore, priva di ingiustizie e nella quale si possa davvero aspirare alla felicità.


La democrazia è sopravvalutata, ma per il momento crediamo che sia la migliore alternativa che possiamo avere. Nonostante ciò è fondamentale riflettere anche su ciò che più ci pare scontato perché il progresso e l’evoluzione umana non si fermino.

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