LA GENERAZIONE CHE DOVETTE INGANNARE IL TEMPO

Com’è cambiata la concezione del tempo nel 2021

“Esiste una concezione oggettivistica del tempo: Il tempo esiste indipendentemente da una mente esterna che lo pensa. – Esiste una concezione soggettivistica del tempo: Il tempo è strettamente legato all’esperienza che ogni vita singola ne sperimenta.”

Siamo sempre così legati al tempo che passa, al tempo che è uno spazio vuoto da riempire con qualcosa. Qualsiasi cosa. 

Il tempo è legato allo spazio, al movimento, allo spostamento. 

E tic toc e tic tac e tic toc e tic tac,  se però sei lì che fai dell’altro non rimane che il silenzio del presente che stai vivendo e non c’è un passato e non c’è un futuro, c’è solo il presente. 

Sul piano filosofico esistono due modi di considerare il tempo, ad esempio nell’antica Grecia si distingueva il tempo qualitativo associato a un valore e da quello quantitativo inteso come misurazione matematica. 

«Il tempo non possiede soltanto una quantità, ma anche una qualità. Oggi però quasi nessuno riesce a farsi un’idea seppur vaga della qualità del tempo. Nei tempi passati avveniva esattamente l’opposto. Allora si considerava in prima istanza la qualità del tempo e si tralasciava piuttosto la sua quantità. La qualità del tempo non ha niente a che vedere con la durata, ma afferma che ogni punto del tempo, o sezione del tempo (può essere un’ora, un secondo o un decennio), possiede una determinata qualità, che consente che emergano solo quei fatti che sono adeguati a questa qualità. Espresso in altri termini, questo significa che in quel determinato momento possono realizzarsi soltanto quei fatti i cui contenuti qualitativi corrispondono alla rispettiva qualità del tempo.»

(Thorwald Dethlefsen, Il Destino come scelta, pp. 76-77, Mediterranee, 1984)

Il programmare oggigiorno ormai è essenziale, viviamo bene il presente solo quando conosciamo il nostro passato e sappiamo più o meno cosa faremo nel futuro. Non ci soffermiamo quasi mai sulla qualità del nostro presente, guardiamo sempre la destinazione finale, proiettata nel futuro e non ci soffermiamo mai sul percorso e sulla sua qualità. 

E se per caso, qualcuno arrivasse lì e ti intrappolasse nel presente, cosa faresti? 

Come ti sentiresti? 

Ti sei mai sentito intrappolato nel presente? 

Non sapendo e non avendo la certezza di cosa si potrà fare nel futuro? 

Con gli eventi recentemente accaduti (esempio, pandemia globale Covid-19), sicuramente a qualcuno sarà capitato di sentirsi in gabbia. 

Come fare a uscire da questa gabbia? Ingannare il tempo pare sia una delle strategie utilizzabili. 

Il tempo lo acceleriamo e lo rallentiamo, lo sottomettiamo ai nostri interessi e lo riorganizziamo in diversi modi. Mettere in atto nuove strategie temporali, include la costruzione di nuovi ritmi, nuove strutture di gestione del tempo. Ad esempio le palestre sono chiuse? Faccio attività fisica a casa o all’aperto, occupando il tempo che avrei dedicato andando in palestra. Non posso spostarmi per vedere certi amici? partecipo magari alle videochiamate cercando di non perdere i contatti. 

Cerco di occupare e ingannare così il tempo nonostante la privazione della nostra capacità di strutturare, gestire e manipolare la percezione del tempo. 

Ma come fare a riprendersi quindi la gestione del tempo e l’organizzazione del futuro?

Bisogna cercare di togliersi dalla testa che si è intrappolati nel presente. Bisogna vivere e organizzare il futuro senza pensare di essere in “trappola”. 

Perché possiamo e dobbiamo ingannare il tempo e pianificare il futuro, anche quando ci sembra di essere intrappolati nel presente.  

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