La birra di Van Honthorst Gerrit

Introduzione al “Frullato Letterario” 

Per dare voce a chi non ne ha, o a chi già ne ha ma non la richiede, nascono le rubriche del frullato letterario, dove l’unica selezione possibile è  la nostra.

Farsi spazio in un ambiente che corre veloce, che non si sofferma sulle cose, che è estremamente individualista e ostile al prossimo; Frullato Letterario porta la voce di chi invece dovrebbe forse essere notato e infatti, da noi è stato notato. 

Forse dovremmo prenderci del tempo, osservarci, aiutarci a crescere per raggiungere davvero i nostri obbiettivi. Siamo così concentrati a guardare il sentiero che a volte, ci dimentichiamo di osservare il paesaggio. 

Speriamo che il nostro frullato vi piaccia, godetevelo! 

Anche le birre hanno i loro outfit 

Si parla di “TinTo” una birra ideata da un team italo-belga a Torino di nome Triple B, una birra che prova a cambiare outfit. 

Su Instagram lo trovate come @mmatteomaschio è il nickname del Designer di Torino che ha rivisitato il concept di “TinTo” la birra prodotta da Triple B azienda tutta da scoprire all’interno del panorama torinese. 

TinTo è la birra creata da Triple B con la collaborazione di Hof Ten Dormaal. Semplice ed estremamente bevibile si presenta con un gusto moderno che rappresenta una bella coalizione nei gusti tra Belgio e Italia. Si  presenta in un bel biondo carico, velata, con una copertura di schiuma abbastanza fine, non abbondantissima ma persistente.

Il Concept

Il protagonista del concept è un quadro di Van Honthorst Gerrit, un artista e pittore olandese del 1600. Conosciuto anche come Gherardo delle Notti, all’inizio della sua carriera visitò Roma e venne influenzato da molti artisti italiani tra cui Caravaggio. Proprio da lui infatti, trasse ispirazione per l’illuminazione che troviamo nei suoi dipinti.

Il Belgio e l’Olanda sono state da sempre influenzate da questa corrente artistica flamminga che ha delle sue particolari caratteristiche, tipo la raffigurazione della realtà nei minimi dettagli, dai colori scuri e un aria decisamente un pò “cupa”.

La selezione del soggetto però è dovuta anche dall’attenzione che esso da al bicchiere in cui beve, i suoi occhi sono rivolti alla bevanda come se la stesse idolatrando. 

Il concept vuole trasmettere i valori tradizionali tramite il dipinto, ma essendo la TinTo una birra leggera e poco impegnativa, ecco lo sfondo bianco con la scritta TinTo “patternizzata” in molti colori, a dare un tocco di modernità e leggerezza al tutto. Il carattere tipografico utilizzato ha spigoli netti che vanno a riprendere l’etichetta passata, in cui ci sono questi giochi di geometrie e colori; che danno l’idea di una birra non impegnativa, ma di certo, particolare.

Questo binomio tra tradizione e moderno appare chiaro e conciso ma allegro e “diverso” allo stesso tempo. 

All’occhio saltano anche i richiami all’etichetta originaria: 

“Ho deciso di tenere alcuni richiami all’etichetta passata perché il lavoro svolto fino ad oggi per creare l’etichetta lo ritenevo già valido. Inoltre, mi sembrava opportuno avere un richiamo all’etichetta precedente in modo da non disorientare totalmente i clienti fedeli al brand…” spiega Matteo.

 

“Il legame con Triple B è un legame che in passato è stato abbastanza forte, mi ritrovavo lì con i miei amici, per fare due chiacchiere e sorseggiare birra, il contesto era davvero d’ispirazione, l’atmosfera industrial/vintage, gli ampi spazi aperti. Mi spiace che non abbiano nemmeno risposto al mio messaggio riguardo questa nuova grafica. Per questo motivo negli anni la mia presenza in quel luogo è scarseggiato. Ma sono andato a Bruxelles per qualche giorno, alcune birre erano facilmente reperibili in città altre invece no, per questo motivo credo siano dei pionieri e sperimentatori mastri birrai. Bruxelles è bella, è underground, cupa e piovosa, per me è un bel clima. Rispecchia anche un pò le mie origini nella periferia di Torino.” 

Sperando di vedere al più presto le etichette di Matteo sulla TinTo, lo ringraziamo per averci dedicato del tempo e concesso l’uso delle sue immagini. 

Links:

https://www.instagram.com/mmatteomaschio/

https://www.tripleb.com

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