Correlazione tra bellezza e intelligenza?

Tra pregiudizi e categorie  

Il pregiudizio popolare di solito dice:

“se è bella e intelligente, è un personaggio dei fumetti”.

Pare che però i pregiudizi popolari, facciano un bel buco nell’acqua, come spesso succede

Secondo una ricerca della London School of Economics, infatti, non è vero che le belle ragazze sono stupide, anzi. E il discorso, ovviamente, vale anche per gli uomini. 

Infatti, dopo aver analizzato 52.000 persone tra gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, lo psicologo dell’evoluzione Satoshi Kanazawa ha dimostrato che gli uomini attraenti hanno realizzato 13.6 punti in più della media nei test che calcolano il Q.I. 

Le donne più belle hanno invece realizzato 11.4 punti, sempre sopra la media.

Ma c’è anche chi la pensa diversamente e inserisce nei suoi studi delle motivazioni di tipo più culturale che scientifico. 

Raj Raghunathan, docente di marketing dell’università di Austin, osserva come religione e cultura influenzino la nostra percezione delle cose: sin da piccoli siamo educati a pensare al bello come al superfluo, se non addirittura superficiale. 

Tuttavia non è sempre vero che giudichiamo male chi è particolarmente attraente, anzi: alle volte valutiamo più positivamente chi è di bell’aspetto rispetto a chi lo è di meno, per via di un pregiudizio cognitivo che gli psicologi chiamano “effetto alone”

Sulla base di questi due studi (che prendiamo entrambi per attendibili) non c’è certezza del rapporto proporzionale tra bellezza eintelligenza, così come la natura del nostro giudizio non ha il rigore di un’equazione matematica.

In quanto esseri umani, categorizzare ci aiuta ad orientarci nel mondo. Bellezza e intelligenza sono categorie che creiamo noi, che vanno a creare il nostro sistema di valori. Ma non dobbiamo dimenticarci che si tratta pur sempre di una categorizzazione, quindi, una semplificazione.

La realtà, e soprattutto le persone, sono ben più complesse e sfaccettate di quanto l’apparenza lasci intravedere.

Pertanto,scartando a priori il pregiudizio per cui una persona esteticamente attraente non può esser anche intelligente. Non possiamo nemmeno basarci esclusivamente sulle fortune genetiche che ad alcuni vengono “benedetti” alla nascita. 

Dovremmo imparare a giudicare le persone dal loro modo di pensare, piuttosto che concentrarci solo sul loro aspetto estetico.

Discriminare i belli o i brutti, ci mette in una posizione critica. Dove potremmo non riuscire a concentrarci e mettere a fuoco la “vera” essenza della persona che abbiamo di fronte. 

Bisognerebbe non fermarsi all’apparenza e interessarsi alla persona in una visione complessiva prima di esprimere un giudizio su essa.  

E così Natalie Portman può essere una bellissima attrice e una laureata di Harvard.  Brian May una rockstar e un astrofisico. L’ex cheerleader sexy dei Washington RedSkins può aver conseguito un dottorato in medicina molecolare. Emma Watson può essere una grande attrice ed essersi laureata in letteratura inglese alla Brown University… 

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