TETTE PER TUTTI

Il titolo mi serviva ad attirare l’attenzione, ma…no. Mi dispiace, in questo post non parlerò di tette. Perché ne ho poche primo motivo e secondo perché se ne avessi di più le terrei comunque per me. Vi auguro buona lettura ugualmente.

Sta volta sono scomoda. Mi rigiro.

Giro il cuscino, molto meglio dal lato fresco.

Sento l’odore del Dash che usa mia madre per lavare le lenzuola e mi ci appallottolo, come se dovessero cullarmi.

Fa caldo, ma tengo il lenzuolo lo stesso, è quasi uno scudo.

Mi rigiro, ancora non ci siamo.

Fuori la città è silenziosa, passano poche auto, vige la quiete. Strano, insolito, un sentimento di pace. La bolla nella bottiglia del caos.

Sono scomoda quando penso.

So che una donna che sa pensare può far paura.

E no, non dirò le solite stronzate, la donna che sa star da sola, la donna che non cerca. La donna che sa pensare fa paura perché si adatta. Perché se non sta bene in un posto, si alza e se ne va.

E non c’è niente che la possa trattenere dall’andarsene, ritornare e fare un po’ il cazzo che le pare; l’unico privilegiato? La sua mente.

La donna che sa pensare ti mette di fronte a cose che non sei abituato a sentire, a confronti che non vuoi avere o semplicemente non capisci.

La donna che pensa mette in soggezione perché è imprevedibile.

Sono scomoda quando parlo di donne perché sono donna.

Agli uomini non piace come noi donne parliamo di noi.

Siam tutte femministe e i comunisti mangiano i bambini, Hitler era biondo e io so giocare a calcio.

Vorrei avere la stessa forza d’animo che hanno le commesse delle profumerie e cosmetica per truccarsi così bene, la mattina, alle dieci. Io è già tanto se trovo la “T” (piano terra, lo scrivo per chi non fosse mai stato un frequentatore di ascensori frequente e pensasse che mi sto dando alla scrittura alla Moccia con nomignoli tipo Bubi,Babu,Tiit  etc.) sui pulsanti dell’ascensore.

Una donna che pensa,se è come me, fa casino in giro.

Chi me l’ha fatto fare?

Di fare cosa?

Di aprire un blog di sola mera scrittura e pensiero in una società in cui la gente scappa dai pensieri e soprattuto in un epoca dove la gente non è abituata a leggere. Figuriamoci pensare, elaborare pensieri? Quanta energia? Quanta?

Alla gente non piace leggere quando hai qualcosa da dire, figuriamoci (come in questo caso) quando non ha niente da dire.

Comunque una risposta al “chi te l’ha fatto fare” io ce l’avrei: la mia grandissima testa di caz*o!

Quando ti svegli con la faccia stropicciata e i capelli arruffati.

Belle sensazioni.

Quando ti lavi la faccia, l’acqua fresca ti scivola in viso e ti rinfresca. Come se fossi morto e risorto, e ti senti un po’ così, con la possibilità di aggiustare quelle pieghe in viso, testimoni della tua pigrizia cronica.

Mi sto lentamente rendendo conto di quanto sia davvero stupido scrivere un blog.

A nessuno interessa cosa penso credo, perché essenzialmente scrivo per “davvero” quello che penso! L’ho messo tra virgolette per enfatizzare il fatto che lo faccio veramente. Nessuno ha pensieri strutturati e ordinati dai, non prendiamoci in giro! Quando pensiamo ai fatti nostri, i nostri pensieri sono caotici e scoordinati!

Vorrei potermi ricordare che tra i giorni più brutti ( che poi sono quelli dove mi vedo brutta anche io) che il sole esiste per tutti.

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