Californication


Ti sogno California.

Una volta mi hanno chiesto perché mi piacciono le palme, a quel punto ho dovuto chiedermelo anche io.

Mi piace il caldo, ma non disprezzo il freddo.
Amo il mare, ma patisco se non vado in montagna.
Odio la sabbia, ma le spiagge non si apprezzano mica solo per quello.

Da quando la mia missione è diventata tramutare i pensieri in parole, ho dei problemi con le descrizioni.

Non quelle di oggetti, quelle vengon facili a cascata; ma di emozioni, astrazioni, pensieri, appunto.

(Ho anche dei problemi con le ripetizioni, me ne sono accorta. Ma ne parleremo in un altro momento magari, che son suscettibile).

California. Palme. Sole. Onde.

Ecco, amo il mare perché ci sono le onde.
Tornano sempre indietro e son sempre diverse. A differenza delle persone, toccano la soglia “perfezione”, aggettivo poco usato tra gli esseri umani, ma meglio così.

Mi piacciono queste cose.
Sono il mio habitat.
Essere consapevoli dell’ambiente in cui si vive bene è un ottimo modo per imparare a conoscersi. Per scoprire insomma in quali contesti il nostro “massimo” si sviluppa meglio.

Ho scoperto che se devo lavorare un sacco di ore, avere il mare a pochi passi da casa mi rincuora. Mi allevia la fatica e mi fa trovare la voglia. Cosa che ahimè, nel corso della mia vita; non è mai stato possibile, dato che vivo in una città in cui il mare non c’è.

Andiamo a fumarci una siga sul Po?
Si ma non è come Genova
Vabbè dai ci sono i gabbiani anche qui

Ci si accontenta.

Crearsi delle prospettive per il futuro e cercare di raggiungerle per obbiettivi e sotto obbiettivi è utile per motivare la propria vita ed esistenza.

Immagino che le palme siano come me.

Amanti del caldo, delle spiagge, dei carver sull’asfalto, dell’onda giusta da surfare, degli occhiali da sole e dei costumi da bagno, della birra fresca alle 17,00h e dell’odore del olio abbronzante,dei cubetti di cocco,dei pesci e del sale (Dio, quanto amo il sale, grazie per averlo inventato signore, se ci sei daccene di più!).

Difficile immaginare una vita così eh?Tra il caldo e i costumini invece conosco qualcuno che c’è l’ha fatta a ricavare uno stipendio.
(Vi lascerò una sitografia che vi potrà dare ispirazione)

Il punto non è infatti il “dove” si vuole vivere, ma il quanto lo voglio?
Conosco della gente che dice di voler fare assolutamente delle cose che, puntualmente non fa mai. Non ha mai tempo, non c’è mai il tempo, che brutto tempo che c’è oggi, ormai non è più tempo. Sapete cosa vi dico? BLA BLA BLA.
Se vuoi puoi.
Il resto son scuse.
Bisogna iniziare a fare.

Questo non vuol dire vedere dei risultati subito, speranza che c’è nell’immaginario collettivo dei così detti “pigri di forza di volontà”.

E mi spiace dirvelo, se avete avuto subito ottimi risultati, si può dare un solo nome alla situazione: culo.

Mi piacciono le palme perché sono a rischio punteruolo rosso, ma finchè non le distrugge del tutto, sono perfettamente splendenti e brillanti al sole.

Mi fanno passare l’ansia.
Mi tranquillizzano.

Dev’essere bello essere una palma, guardare la gente dall’alto, guardare il mare dall’alto ed essere sempre pettinate.
Dev’essere bello brillare.
Dev’essere bello essere una palma.

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