Il naufragar m’è quasi dolce

Comandante, cosa fa quando il motore si spegne e il vento non soffia?

Marinaio,mi piace lasciarmi naufragare. Mi siedo un po’ qua e aspetto.

Fà come vuoi, siediti dove vuoi, metti tutto in disordine. Come se fossi a casa tua. Accomodati e goditi il silenzio, il profumo di pasta al pesto, mischiato all’odore del bucato steso nel corridoio, perché si sa….fuori pioviggina.

Piove spesso quando devi stendere. Mannaggia.

Vorrei licenziarmi dalla vita, per guardarla dall’esterno. Mi metto in mutua e guardo un po’.

Per vedere meglio gli altri.

Ma non con la solita malizia della gente. A me piace guardarla con curiosità la gente. Perché a volte nelle nostre vite frenetiche, manca il respiro. Viviamo in apnea. E poi ci facciamo le maschere al carbone nero per togliere i punti neri. Che schifo. Dieta Detox.

Quante volte ci mettiamo nei panni degli altri per davvero? Poche volte, se siamo sinceri. Inconsciamente il soggetto delle nostre frasi, diventa “io”, instaurato, recidivo, radicato “io”. E così ci dimentichiamo che la persona davanti a noi ha un problema come il nostro. È tutto così esageratamente extra-large nel mondo. Anche l’ego delle persone.

Abbiamo dimenticato l’arte del naufragare. Abbiamo paura di affrontarci e quindi preferiamo affrontare gli altri.

Marinaio, non buttare l’ancora! Non è il momento, il naufragio deve continuare. 

Ma capitano, io ho un po’ paura!

Viaggiamo verso nuovi mari e oceani del nostro “io” egocentrico e frivolo. Ma, mi raccomando le mappe vanno tenute ben nascoste dai mal intenzionati!

Come quando sei felice capitano? 

Si marinaio, bisogna sempre farci caso quando si è felici, ma non bisogna dirlo a nessuno. 

Perché?

Perché certe cose van dette, altre scritte, altre cantate e altre son tacite.Soffici e pesanti allo stesso tempo. Un po’ zavorra, un po’ sollievo. Binomio indivisibile.

Bisogna lasciarsi naufragare. Il naufragar m’è quasi dolce. Quasi.

Dolce amaro, amaro dolce.

Marinaio dispiega le vele si parte! 

Si, capitano.

Ah, tu sei ancora seduto lì? Ti sei messo comodo? Come stai? Consapevole di quanto sia distante il telecomando dalla tua poltrona, o l’acqua. Oh, mio Dio quanto è distante l’acqua! È tutto troppo distante. Ma tu sei dannatamente comodo.

È normale, rilassarsi fa bene quando non puoi cambiare le cose. Oppure, fa pensare a soluzioni applicabili e soddisfacenti. L’arte del naufragare.

Marinaio, getta l’ancora! 

Capitano, la rotta del naufragio? 

Marinaio, stronzate: c’ho il mal di mare. 

 

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